Il Comitato Energia Ambiente e Territorio ha deciso di essere presente all’incontro tra i rappresentanti della Regione Puglia, del Comune e della Provincia di Brindisi per sostenere la necessità di intraprendere un dialogo costruttivo con le società energetiche a Brindisi.
Alle Istituzioni va il nostro sostegno alla stipula di convenzioni che si pongano come obiettivo uno sviluppo sostenibile del nostro territorio, contro i tentativi di strumentalizzazione perpetrati da alcuni gruppi di interesse.
La stipula della convenzione con Enel deve essere un punto di partenza, non un punto di arrivo. Ai nostri rappresentanti chiediamo di perseguire il rispetto dell’ambiente tenendo conto di quello che la centrale rappresenta in termini economici per il territorio.
È cosa oramai nota a tutti che la centrale e le attività collaterali impiegano oltre 1.200 persone, quasi tutte residenti a Brindisi e provincia e che ogni anno le ricadute economiche sul territorio sono di 95 milioni di euro, con gli effetti moltiplicativi che ne conseguono. Cento inoltre sono le navi carboniere che annualmente approvvigionano la centrale, creando entrate anche per il porto con il gettito finanziario relativo allo sbarco del combustibile. Dal 2005 Enel ha investito 200 milioni di euro in opere mirate a ridurre l’impatto ambientale e alla riduzione delle emissioni che oggi si attestano su valori al di sotto di circa il 50% dei limiti di legge.
Se è vero che negli ultimi anni Enel ha fatto dell’impianto un “cantiere permanente” per mantenerlo in efficienza e migliorarne la sostenibilità ambientale, è su questa strada che bisogna proseguire chiedendo alla società elettrica di migliorare ulteriormente l’impatto ambientale del proprio impianto, non di ridurre la produzione.
Appaiono infatti scellerate le richieste di chi chiede la riduzione del 30% del combustibile utilizzato. Ridurre il combustibile significa ridurre la produzione e quindi chiudere uno o più gruppi facendo svanire centinaia di posti di lavoro ai quali il nostro territorio non può rinunciare per l’ignoranza di pochi.
A Enel chiediamo:
1) Ulteriori investimenti da far partire immediatamente per la tutela dell’ambiente e il rilancio dell’economia locale.
2) Che i lavori in centrale siano realizzati da aziende locali o da consorzi di imprese locali.
3) La copertura del carbonile interno al sito
4) L’efficientamento dei gruppi di produzione
5) Far partire il progetto per la cattura e il contenimento della CO2
6) Continuare con una politica di assunzioni di giovani del territorio
7) Fare accordi con il mondo delle scuole per la formazione di tecnici specializzati
8) Continuare a sostenere iniziative di interesse per il territorio (culturali, scientifiche, sportive, solidali)





















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