lunedì 17 gennaio 2011

A SBITRI E' ANCORA EMERGENZA

Segnaliamo un articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno dal titolo "Brindisi, una bomba d'amianto che nessuno vede" che denuncia lo stato di degrado e la pericolosità di un tratto del nostro litorale. Di seguito anche un articolo del Nuovo Quotidiano di Brindisi.


L'amianto non sembra essere stato rimosso del tutto. I pseudo-ambientalisti che a Brindisi dicono di rappresentare i nostri interessi che fanno? 




Riportiamo il testo di seguito:


Nonostante la prima macro-bonifica nella baraccopoli dell'amianto ed il recupero dell'ex Lido Poste, molto resta da fare per il litorale

Sono passati ormai sei mesi dalla prima parte dei lavori di bonifica di Sbitri, la baraccopoli "ad alto tasso di amianto" sulla litoranea nord di Brindisi, e l'attenzione sulla questione è ormai calata. A denunciarlo è l'Adoc di Brindisi con una lettera indirizzata al presidente della Provincia Massimo Ferrarese, al sindaco Domenico
Mennitti ed all'assessore regionale ai Lavori Pubblici Fabiano Amati. «L'Adoc - si legge nella lettera - nel richiamare l'attenzione su tale vicenda chiede che le amministrazioni si facciano carico del problema in maniera definitiva evitando di lanciare proclami che ad oggi non hanno portato benefici alla cittadinanza e al territorio ma solo ed esciusivamenle cocenti delusioni. Non è possibile che si debba operare in un'opera continua di sensibilizzazione pur di veder risolti i problemi».
L'unico problema definitivamente risolto, ricorda ancora l'Adoc, è quello della bonifica di Lido Poste. Un intervento realizzato, però, direttamente da chi detiene la proprietà dell'area. "Purtroppo - aggiunge però l'Adoc - constatiamo che oltre a tale intervento nulla è stato programmato per riqualificare e tutelare l'area visto che con i forti venti di tramontana la sabbia, non trovando più barriere, invade la strada con enonni rischi per chi la percorre».
Una situazione che attualmente crea di certo disagio ma che in estate rischia di aggravarsi ulteriormente a causa dell'intenso flusso di traffico in tutta la zona e lungo la litorarea. A ciò si aggiunge «la preoccupazione su ciò che potrà avvenire in
estate quando, venuta meno la disponibilità del piazzale in cemento facente parte del vecchio lido, i bagnanti non avranno altro spazio su cui parcheggiare con il rischio reale di vedere le auto addossate agli ombrelloni».
«Ci rendiamo conto - conclude l'Adoc - che parlare di aree marine in questo periodo può sembrare fuori luogo ma se si vogliono affrontare realmente i problemi è in questo petio-do che tali cose vanno discusse poiché sappiamo già che con l'apertura
della stagione balneare sarà di nuovo troppo tardi per realizzare qualcosa».
Oltre alle questioni eli Sbitri e dell'ex Lido Poste, però, resta tanto altro da fare sul litorale brindisino, regno del degrado più assoluto. Si parte dall'ex lido ufficiali della Marina Militare, passando per l'ex Babylandia, le numerose spiagge abbandonate e
gli edifici diroccati sparpagliati su tutta la costa a partire dalla zona di Materdomini fino ad arrivare ad Acque Chiare. Una situazione per la quale il dibattito non può essere rimandato fino alla prossima stagione balneare, quando sarà troppo tardi per mettere in atto almeno una parte delle decine di interventi necessari.

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