La nostra amata Brindisi resta sempre più divisa tra chi vuole fare chiacchiere e chi vuole fare i fatti. Tra chi ci è e chi ci fa. Tra chi vuole abbindolare e ama farsi abbindolare.
C’è una parte dell’ambientalismo brindisino che non riesce davvero a fare proposte concrete o battersi realmente per lo sviluppo sostenibile della nostra terra.
Cerchiamo di spiegarci meglio. Noi lavoratori del comparto elettrico brindisino non respingiamo il confronto se questo avviene su basi concrete.
Vorremmo, infatti, capire perché non sentiamo mai alcuno di questi personaggi parlare dei numerosi investimenti ambientali che negli anni sono stati fatti a Cerano. Eppure 300 milioni di euro per l’ambiente non sono uno scherzo, ma mai una parola se non: “riduzione di carbone e conversione a gas”.
A partire dal 2012 Enel investe altri 200 milioni di euro di investimenti per ambiente e lavoro ma anche in questo caso mai una parola se non: “riduzione di carbone e conversione a gas”.
Senza dimenticare che le emissioni sono già abbondantemente sotto i limiti di legge ma nonostante tutto si continua ad investire. E permetteteci, da questo punto a Cerano ci si sta impegnando al di là di ogni convenzione e qualcuno un tempo diceva: “non è importante quello che brucia la centrale ma quello che esce dal camino”.
Cominciamo a chiederci se è amore quello di questi personaggi per il gas. E da dove dovremmo andare a prenderlo? Ci viene il dubbio che nessuno di loro legga i giornali o che ignorino qualsiasi notizia non sia in linea con il loro pensiero: “riduzione del carbone e conversione a gas”.
Basta sfogliare i quotidiani e i siti di informazione online degli ultimi giorni per capire che ad ogni ondata di freddo l’Italia vive un’emergenza gas. Gazprom ha chiuso i rubinetti e le aziende sono a rischio! Stanno chiamando a produrre le centrali ad olio! E quando anche se non c’è il freddo ci sono gli alti costi di produzione ad impedire alle centrali elettriche a gas di entrare in funzione.
Qualcuno sarà abituato, per professione, a girare attorno alle parole e oggi ve lo diciamo ancora una volta e (speriamo) per l’ultima volta: CONVERTIRE A GAS UN GRUPPO DELLA CENTRALE E’ UGUALE A CHIUDERLO. Rimarrebbe inutilizzato e il lavoro non sarebbe più garantito per centinaia di persone. È questo che si vuole? BENE, SU QUESTA LINEA SIAMO SORDI QUANTO LO SIETE VOI. Non permetteremo a gente con la pancia piena di venire a mettere in discussione il nostro lavoro. Noi continuiamo a lavorare con professionalità. A voi lasciamo le solite chiacchiere: “riduzione del carbone e conversione a gas”.
Carlo Depunzio
Il Presidente
Comitato Energia Ambiente e Territorio

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