lunedì 21 marzo 2011

GLI AMBIENTALISTI BRINDISINI DORMONO...SU TUTTO QUELLO CHE NON RIGUARDA ENEL

Riportiamo di seguito una notizia di qualche giorno fa ripresa anche dalla stampa locale. Il Comitato Energia, Ambiente e Territorio continua a dire che i finti ambientalisti dormienti del nostro territorio, quelli per i quali esiste solo Enel e la centrale di Cerano, non fanno altro che concentrare l'attenzione verso il destinatario sbagliato mentre altri operatori fanno i comodi loro.
Per fortuna però ci sono le Istituzioni e le forze dell'ordine che vigilano e controllano. Ci piacerebbe sapere cosa fanno e cosa dicono i "signori del no" di fronte a queste cose.
Basta leggere e documentarsi per scoprire che ogni giorno la nostra provincia è interessata da sequestri di discariche abusive e nuove fonti di inquinamento. Questi signori però non leggono e non si documentano, anzi leggono solo quello che va nella direzione delle loro fissazioni.
Sono solo gli stupidi che non cambiano idea. Noi aspettiamo fiduciosi.

Brindisi, 19 mar. - (Adnkronos) - Sono in tutto nove le persone 
deferite alla Procura della Repubblica del Tribunale di Brindisi per 
gestione illecita di rifiuti, emissioni in atmosfera non autorizzate 
(o inosservanza alle prescrizioni imposte relativamente alle stesse) e
smaltimento di acque meteoriche di dilavamento dei piazzali non 
autorizzato al termine dei controlli effettuati dal Nucleo Operativo 
ecologico dei carabinieri di Lecce effettuati presso cinque aziende 
produttrici di calce della provincia di Brindisi.

In tutti i casi il Noe ha riscontrato l' ipotesi di reato di 
gestione illecita di rifiuti che si sarebbe concretizzata 
nell' attivita' di recupero di rifiuti legnosi contaminati da vernici e
colle in impianti che non avevano le caratteristiche tecniche per 
riceverli. Sono state anche riscontrate problematiche inerenti le 
emissioni in atmosfera delle aziende: in un caso non erano state 
autorizzate mentre negli altri sono state riscontrate anomalie nelle 
attivita' di controllo delle stesse che prevedevano analisi periodiche
non effettuate all' atto di controllo.

Contestata, infine, anche la violazione dello smaltimento delle 
acque meteoriche di dilavamento dei piazzali degli impianti che in 
alcuni casi si disperdevano sulla pubblica via e in altri terreni 
limitrofi. Le indagini sono partite da alcuni esposti. 

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