Riportiamo una nota di agenzia battuta da AGI poco fa.
I dati non sono quelli del Comitato Energia Ambiente e Territorio bensì quelli di Legambiente e Goletta Verde. Riportiamo i loro studi per la seconda volta sul nostro blog proprio perché si diffonda la verità sulla base di dati indipendenti.
(AGI) - Bari, 28 lug. - Sono 9 i punti critici emersi in Puglia
dal monitoraggio effettuato dal laboratorio mobile di
Legambiente, quattro dei quali risultati fortemente inquinati.
Sotto accusa foci dei fiumi, canali e scarichi non depurati.
Massima allerta per il prelievo effettuato sul Lungomare di
Trani che anche quest' anno desta serie preoccupazioni per gli
altissimi livelli batteriologici riscontrati. Questo in sintesi
e' quanto emerso oggi in conferenza stampa a Bari dal
monitoraggio scientifico di Goletta Verde, la popolare campagna
itinerante di Legambiente, che ogni estate solca il mare
italiano per monitorarne la qualita' delle acque e dei
litorali, realizzata anche grazie al contributo del Consorzio
Obbligatorio degli Oli Usati, di Corepla, Consorzio Ecogas e
Novamont. Ad illustrare i dettagli della istantanea scattata
dai tecnici di Legambiente sul livello di inquinamento
microbiologico delle acque regionali, questa mattina erano
presenti Stefano Ciafani, responsabile scientifico di
Legambiente, Francesco Tarantini, presidente Legambiente
Puglia, Angela Barbanente, Assessore alla Qualita' del
Territorio della Regione Puglia, Giorgio Assennato, direttore
Generale ARPA Puglia, Annalisa Perelli, responsabile relazioni
esterne Novamont e Antonio Mastrostefano, direttore Strategie,
Comunicazione e Sistemi del COOU. Nel capoluogo regionale come
punto inquinato si riconferma per l' ennesima volta anche
quest' anno, "Pane e Pomodoro", sul lungomare A. Perotti.
Esaminando la zona di Brindisi e dei comuni della sua
provincia, i biologi di Goletta Verde hanno evidenziato tre
punti critici, di cui due sono risultati fortemente inquinati.
Nel dettaglio, il primo dei due punti si trova nel comune di
Fasano, in localita' La Forcatella, dove il prelievo effettuato
nei pressi dello scarico del depuratore civile, ha indicato
altissimi livelli di inquinamento microbiologico. Il secondo
punto ad allarme rosso nella provincia brindisina insiste nel
comune di San Vito dei Normanni, in localita' Torre Guaceto,
dove il campione prelevato presso la Foce Canale Reale e'
risultato fortemente inquinato, a tutto danno dell' Area marina
protetta.
- Il terzo campionamento realizzato nella
citta' di Brindisi, in localita' Torre Testa, presso il Canale
Gianicola, e' stato classificato come inquinato. Ancora guai
nella provincia di Taranto. Nel comune di Massafra, nella
Riserva forestale dello Stato, la Foce del fiume Patemisco e'
risultata fortemente inquinata. Sempre nel tarantino, le
analisi compiute sul campione prelevato nei pressi del Canale
dei Cupi, anche detto Canale Ostone, ricadente nel territorio
del comune di Lizzano, hanno rilevato una significativa
presenza di batteri fecali. Spostando il focus sulla provincia
di Foggia, due foci campionate dai biologi di Goletta Verde
sono risultate inquinate per i livelli batteriologici
riscontrati: nel comune di Zapponeta la Foce Torrente Carapelle
e la Foce Fortore, nel comune Serra Capriola in localita' Torre
Mozza. Il prelievo pugliese che vince l' oscar dell' inquinamento
e' quello realizzato nel comune di Trani, dove il campionamento
realizzato presso lo scarico di fogna che insiste sotto l' arco
nei pressi della Villa Comunale riporta valori di inquinamento
microbiologico talmente alti da risultare non quantificabili.
"Anche in Puglia non possiamo che evidenziare la situazione di
inquinamento causata da alcune foci, indice di una mancata
depurazione nell' entroterra, e da scarichi fognari non a norma
o abusivi - dichiara Stefano Ciafani, responsabile scientifico
di Legambiente -. Un problema che purtroppo accomuna l' Italia
intera. E' dal 1998 che il nostro Paese avrebbe dovuto mettersi
in regola con i sistemi di depurazione delle acque reflue, come
richiede la Direttiva Europea 1991/271/CE ma, ad oggi, la
copertura del servizio in Italia arriva appena al 70% degli
abitanti, lasciando una ampia parte della popolazione
sprovvista di sistemi adeguati di trattamento delle acque. Il
termine ultimo per adeguarsi - continua Ciafani - era stato
fissato a fine Dicembre 2005, ma a molti anni di distanza il
"Belpaese" si ritrova con un sistema ancora deficitario e con
l' ennesima procedura d' infrazione europea aperta a suo carico.
Secondo quanto riportato dalla Gazzetta Ufficiale europea del
29 gennaio 2011 sono 168 i Comuni che non si sono ancora
conformati alla direttiva europea per il corretto trattamento
dei reflui urbani. Oltre il danno economico dovuto
all' infrazione, ci sono poi le gravi conseguenze ambientali e
sanitarie: questa situazione incresciosa riguarda anche 12
comuni della Puglia censiti dalla Commissione Europea, che si
affiancano ad altri abitati non ancora allacciati alla rete di
fognatura e depurazione che scaricano abusivamente
nell' ambiente. Chiediamo pertanto alle autorita' competenti disanare quanto prima per sanare queste situazioni". (AGI)
Il Comitato Energia Ambiente e Territorio auspica che la si faccia finita con gli "al lupo al lupo". Parte del finto ambientalismo brindisino continua a dire che le acque della nostra città sono tutte inquinate dagli insediamenti industriali e questo non solo non è vero (come questi studi dimostrano) ma fanno anche male all'immagine del nostro territorio.
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